Se nel campo reale cerchiamo di risolvere un’equazione tipo:
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giungiamo alla conclusione che non è possibile trovare le relative soluzioni in quanto non esiste alcun numero reale che, elevato al quadrato, dia -1.
L’insieme dei numeri reali non è quindi sufficientemente “grande” da comprendere le soluzioni a tali situazioni.
Introducendo un numero non reale detto “unità immaginaria i”, tale che
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è possibile risolvere l’equazione precedente, risultando
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e dare soluzione a tutte le radici di numeri negativi. Ad esempio
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I numeri reali moltiplicati per “i” danno origine a nuovi numeri detti immaginari (2i, 5i,…), per i quali valgono le operazioni tipiche dei numeri, come somma moltiplicazione.
P.S.: Cartesio nel XVII secolo fu il primo ad associare l’aggettivo “immaginari” a questi numeri. Per Bombelli erano “quantità silvestri“, per Leibniz “mostri di un mondo ideale“


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