Osservando le stelle
Fin dalla preistoria… Alla base di ogni elaborazione scientifica c’è un aspetto del pensiero razionale, determinato dalla capacità di prevedere le necessità presenti in funzione di probabili eventi futuri. E’ quella che si chiama l’organizzazione del tempo e dello spazio che, nei primordi dell’evoluzione umana, si è concretizzata con la scelta di determinati materiali e […]

Fin dalla preistoria…

Alla base di ogni elaborazione scientifica c’è un aspetto del pensiero razionale, determinato dalla capacità di prevedere le necessità presenti in funzione di probabili eventi futuri.

E’ quella che si chiama l’organizzazione del tempo e dello spazio che, nei primordi dell’evoluzione umana, si è concretizzata con la scelta di determinati materiali e nella loro lavorazione per scheggiatura, al fine di anticipare i propri bisogni sia pure a breve termine, stabilendo una relazione tra lo spazio e il tempo.

Le distanze percorse per l’approvvigionamento di materie prime litiche variano nel tempo, dal corto raggio nell’ordine di alcuni chilometri, a percorsi più impegnativi, superiori a 20 Km. La circolazione continuativa di gruppi umani su brevi, medie e lunghe distanze, rivela una conoscenza non superficiale di sistemi di orientamento: riferimenti topografici quali montagne, fiumi, alberi ecc. sono probabilmente sufficienti per gli spostamenti via terra. La navigazione in mare aperto, ben oltre i limiti dl cabotaggio in vista delle coste e di ogni tipo di riferimento topografico fisso (si pensi alla colonizzazione dell’Australia 60.000 anni fa), denota precise nozioni astronomiche, dedotte dalla ripetitività dell’apparente movimento di sole, luna, stelle e pianeti sul firmamento. Ecco perchè l’Astronomia è probabilmente la più antica delle scienze naturali, antica quanto l’origine dell’uomo.

 Fin dalle sue origini l’uomo ha sempre osservato la volta celeste alla ricerca di possibili correlazioni tra le proprie vicende ed i fenomeni cosmici. Da questa esigenza primordiale e dalla fantasia e creatività tipiche dell’essere umano nacquero le costellazioni,

Esse rispondevano ad una serie di requisiti sia di tipo pratico (indicatori naturali dello scorrere dal tempo, punti di riferimento dell’orientamento per terra e per mare, segnalatori per i cicli delle attività agricole) che religioso, Servendosi esclusivamente della propria vista e di qualche strumento per calcolare la posizione degli astri, nelle società più antiche gli esseri umani compresero alcuni meccanismi dell’universo, tramite i quali idearono calendari legati ai cicli stagionali e lunari.

Le prime conoscenze astronomiche dell’uomo preistorico consistevano essenzialmente nella previsione del movimento dei corpi celesti visibili, stelle e pianeti. Il livello di tale tipo di cognizioni sembrano essere in rapporto con alcune strutture megalitiche, come il complesso di Stonehenge o i tumuli di Newgrange, nella realizzazione delle quali potrebbe essere stata considerata la posizione del Sole o della Luna in determinati giorni. In ogni caso molti monumenti di questo tipo provano l’antico legame dell’uomo con il cielo, ma anche la sua capacità di osservare ed elaborare gli eventi naturali.

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