E’ il numero che per definizione viene calcolato tramite il rapporto tra la circonferenza ed il diametro di un cerchio. Ciò significa che, dato un cerchio qualsiasi, eseguendo il rapporto tra la misura della circonferenza C e quella del suo diametro D, si ottiene sempre lo stesso valore 3,14159265…, numero a cui è stato attribuito il simbolo π (PI GRECO).
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L’identificazione di questo numero risale ad epoche molto lontane: sembra che i primi a dare un determinato valore a questo numero siano stati i babilonesi, che lo indicarono con la frazione 25/8 pari a circa 3,125. Nel 1.650 a.C. uno scriba egizio attribuiva a pi greco un valore 3,16. Un riferimento è addirittura presente nella Bibbia. Si racconta infatti che re Salomone fece costruire un bacino rotondo di metallo fuso per le abluzioni dei sacerdoti, di dieci cubiti da un orlo all’altro e che poteva essere cinto con una corda lunga trenta cubiti, stimando quindi che la circonferenza di un cerchio fosse circa tre volte il diametro.
Il valore approssimato di 3,14 in uso a tutt’oggi, risale al matematico Archimede che, nel 250 a.C. circa, applicando il cosiddetto “metodo dell’esaustione” riusci a delimitare il valore di Pi Greco tra 3,140845 e 3,142857.
Tale metodo consiste nell’inscrivere e circoscrivere dei poligoni simili attorno ad una figura geometrica piana, ed aumentare progressivamente il numero dei lati del poligono, in modo da approssimare il più possibile la linea curva.

Archimede, partendo dall’esagono regolare e passando progressivamente a poligoni di 12, 24, 48 lati, arrivò a considerare due poligoni regolari di 96 lati. Così facendo, lo studioso siracusano,oltre a proporre un metodo rigoroso per la valutazione di Pi Greco, introduce altresì il concetto di limite, che sarà ripreso molti secoli più tardi e che oggi è alla base del calcolo differenziale.
Il primo ad attribuire il simbolo π a tale numero, fu nel 1706 il matematico gallese William Jones nel suo testo A New Introduction to the Mathematics. Nel 1748 Eulero, nell’opera Introduzione all’analisi degli infiniti, suffragò tale scelta, contribuendo così alla sua ampia diffusione. Ma perchè proprio π? Perchè π è la prima lettera della parola circonferenza in greco (περιφερεια = perifereia).
Nel 1768 il matematico Johann Heinrich Lambert dimostra un risultato fondamentale: π è un numero irrazionale, ovvero è un numero decimale illimitato e non periodico, non esprimibile sotto forma di frazione di due numeri interi. Nel 1882 il matematico tedesco Ferdinand Lindermann scopre una ulteriore particolarità di questo numero: π è irrazionale e trascendente, cioè non è radice di alcun polinomio a coefficienti razionali non tutti nulli del tipo:
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con n ≥ 1 ed i coefficienti ai appunto razionali.
Il 14 Marzo è stato proclamato dall’UNESCO Giornata Internazionale della Matematica: la scelta si è ispirata al formato della data mese/giorno in uso nel sistema anglosassone, nel quale si indica prima il mese (3) e poi il giorno (14), ottenendo così le prime tre cifre (3,14) di π.


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